San Giuseppe lavoratore – 1 maggio

PREGHIERA A SAN GIUSEPPE

Immagine correlataA Te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa.
Per quel sacro vincolo di carità, che Ti strinse all’Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, Te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità, che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. Così sia.


Affidati a San Giuseppe

La grandezza di questo Santo è impareggiabile e inimmaginabile. Certo, non ha brillato di luce propria ma ha lasciato che splendessero il figlio suo e la sua splendida sposa.

Non ha imposto la sua paternità con ferree regole e non ha sottomesso la sua sposa verginale.

Il suo è stato un cammino di amore e di fede:

  • Ha preso la Santa famiglia sulle spalle e ha camminato rettamente con la sofferenza propria dei poveri;
  • Ha amato il figlio senza riserve e lo ha guidato e protetto con mani sicure;
  • Ha amato la sua sposa come solamente gli angeli sanno fare;
  • Ha agito nel silenzio e nella contemplazione dell’Amore di Dio.

L’amore sublime che lo legava a Gesù e a Maria in terra, in cosa si sarà trasformato nel cielo! Il figlio e la sua sposa potranno negargli le sue esortazioni?

Cosa aspetti dunque ad affidarti senza riserve a questo potente intercessore e a considerarlo come un padre?
Infatti, come ha saputo nel tempo terreno guidare la sua famiglia, non potrà ora condurre anche te?

Non essere incredulo e affidati a Lui, può darsi che rimarrai sorpreso della potenza di intercessione di questo Patriarca.
Accostati a lui con estrema fiducia e aprigli i segreti del tuo cuore, invocalo e certamente Lui ti ascolterà. Ti verrà incontro, ti trasformerà la vita e ti avvicinerà sempre più all’Amore di Dio.

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San Giuseppe – 19 marzo

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“Qualunque grazia si domanda a San Giuseppe verrà certamente concessa, chi vuol credere faccia la prova affinché si persuada”.
S. Teresa d’Avila

La vita di San Giuseppe è stata veramente travolta dalle iniziative di Dio, iniziative misteriose, iniziative al di là della possibilità di capire.
Si è lasciato condurre perché era giusto e “giusto” è l’uomo che vive di fede.

Giuseppe non sa dove Dio lo vuole condurre, ma si fida ciecamente e ed è sempre pronto ad agire nel silenzio.

E come è fecondo questo silenzio! Esso permette che tra la parola di Dio e l’obbedienza di San Giuseppe non ci sia soluzione di continuità. Dio parla e San Giuseppe fa.
“Non temere…”, e lui non teme, tutti i drammi sono finiti.
“Alzati…”, e lui si alza, eccolo già per strada.
“Ritorna…”, ed è già di ritorno.
Questa immediatezza di San Giuseppe a tutti i cenni del Signore, ci dimostra la sua bella disposizione interiore!

È meraviglioso questo esempio di San Giuseppe che, pur essendo capo di casa, è sempre pronto al servizio, con una familiarità fatta di abbandono e di dedizione costante. San Giuseppe non misura la vita di Gesù e della Vergine sulle sue esigenze personali, ma mette la sua vita a servizio delle loro. Non parte per l’Egitto quando fa comodo a lui, ma quando l’interesse di Gesù lo richiede.

San Giuseppe è un laico nel senso più pregnante della parola, laico perché non caratterizzato da nessuna funzione ufficiale: è un uomo come tutti, inserito fino in fondo nelle realtà terrene per offrirle come supporto all’Incarnazione. Il Verbo si incarna in una famiglia di cui San Giuseppe è il capo e vive nella realtà delle creature umane, nella condizione più universale, che è quella del lavoro e della povertà. San Giuseppe ci insegna come si offra al Cristo il servizio di una vita totalmente inserita nelle realtà terrene.
Il suo non è un patronato più o meno trionfalistico, ma qualcosa di più profondo, che deriva da una realtà interiore. San Giuseppe ci fa comprendere il contenuto del servizio per il Regno e ci aiuta ad essere nella storia della salvezza coloro che in Cristo credono, a Cristo obbediscono e di Lui si fidano. Continua a leggere…

Inizio novena a San Giuseppe – 10 marzo

torres_clemente_de-zzz-st_joseph_with_the_infant_christ San Giuseppe è Patrono della Chiesa Cattolica, protettore dei lavoratori e della buona morte. Papa Leone XIII descrive Giuseppe come un uomo di grandezza, grazia, santità e gloria, la creatura più vicina, quanto a dignità, alla Madre di Dio. Giuseppe fu custode, capo e difensore della Sacra Famiglia, come culla della Chiesa nascente.

Tutti i cristiani, di qualsivoglia condizione e stato, hanno ben motivo di affidarsi e abbandonarsi all’amorosa tutela di San Giuseppe. In Giuseppe i padri di famiglia hanno il più sublime modello di paterna vigilanza e provvidenza; i coniugi un perfetto esemplare d’amore, di concordia e di fede coniugale; i vergini un esempio e una guida dell’integrità verginale. I nobili, posta dinanzi a sé l’immagine di Giuseppe, imparino a serbare anche nell’avversa fortuna la loro dignità; i ricchi comprendano quali siano i beni che è opportuno desiderare con ardente bramosia e dei quali fare tesoro.

In preparazione alla festa di San Giuseppe il 19 marzo, ecco una novena, da recitarsi per intero per nove giorni consecutivi. La protezione di San Giuseppe per superare ogni sorta di difficoltà, e in particolare per chi cerca un lavoro, è testimoniata da molti santi, tra i quali Teresa d’Avila.

Novena a San Giuseppe

O S. Giuseppe, mio protettore ed avvocato, a te ricorro, affinché m’implori la grazia, per la quale mi vedi gemere e supplicare davanti a te. E’ vero che i presenti dispiaceri e le amarezze che sono forse il giusto castigo dei miei peccati. Riconoscendomi colpevole, dovrò per questo perdere la speranza di essere aiutato dal Signore? “Ah! No!” – mi risponde la tua grande devota Santa Teresa – “No certo, o poveri peccatori. Rivolgetevi in qualunque bisogno, per grave che sia, alla efficace intercessione dei Patriarca S. Giuseppe; andate con vera fede da Lui e resterete certamente esauditi nelle vostre domande”. Con tanta fiducia, mi presento, quindi, davanti a Te e imploro misericordia e pietà. Deh!, per quanto puoi, o San Giuseppe prestami soccorso nelle mie tribolazioni. Supplisci alla mia mancanza e, potente come sei, fa che, ottenuta per la tua pia intercessione la grazia che imploro, possa ritornare al tuo altare per renderti l’omaggio della mia riconoscenza.

Pater – Ave – Gloria.

Non dimenticare, o misericordioso S. Giuseppe, che nessuna persona al mondo, per grande peccatrice che, fosse, è ricorsa a te, rimanendo delusa nella fede e nella speranza in te riposte. Quante grazie e favori hai ottenuto agli afflitti! Ammalati, oppressi, calunniati, traditi, abbandonati, ricorrendo alla tua protezione sono stati esauditi. Deh! non permettere, o gran Santo che io abbia ad essere il solo, fra tanti, a rimanere privo dei tuo conforto. Mostrati buono e generoso anche verso di me, ed io, ringraziandoti, esalterò in te la bontà e la misericordia dei Signore.

Pater – Ave – Gloria.

O eccelso Capo della Sacra Famiglia, io ti venero profondamente e di cuore t’invoco. Agli afflitti, che ti hanno pregato prima di me, hai concesso conforto e pace, grazie e favori. Degnati quindi di consolare anche l’animo mio addolorato, che non trova riposo in mezzo alle ingiustizie da cui è oppresso. Tu, o sapientissimo Santo, vedi in Dio tutti i miei bisogni prima ancora che io te li esponga con la mia preghiera. Tu dunque sai benissimo quanto mi è necessaria la grazia che ti domando. Nessun cuore umano mi può consolare; da te spero d’essere confortato, date, o glorioso Santo. Se mi concedi la grazia che con tanta insistenza io domando, prometto di diffondere la devozione verso di te, di aiutare e sostenere le opere che, nel tuo Nome, sorgono a sollievo di tanti infelici e dei poveri morenti. O. S. Giuseppe, consolatore degli afflitti, abbi pietà dei mio dolore!

Pater – Ave – Gloria.

 

Per approfondire: San Giuseppe il Patriarca

 

Meditazioni per l’Avvento: San Giuseppe

san-giuseppeGiuseppe nacque probabilmente a Betlemme, il padre si chiamava Giacobbe (Mt 1,16) e pare che fosse il terzo di sei fratelli.
La tradizione ci tramanda la figura del giovane Giuseppe come un ragazzo avente molto talento e di temperamento umile, mite e devoto..

Giuseppe era un falegname di Nazareth, e certo non poteva immaginare il compito che Dio gli avrebbe assegnato, cioè quello di essere il padre putativo di Gesù.
All’età di circa trent’anni venne convocato al tempio, poiché i sacerdoti, adempiendo la legge, volevano trovare un marito per la Vergine Maria di Nazareth. Dio stesso avrebbe scelto lo sposo. Insieme a Giuseppe, infatti, vennero convocati altri scapoli della tribù di Davide e a ciascuno di questi venne dato un ramo. Maria avrebbe sposato la persona il cui ramo avesse sviluppato un germoglio. “Ed uscirà un ramo dalla radice di Jesse, ed un fiore spunterà dalla sua radice” (Isaia). Solamente il ramo di Giuseppe fiorì e in tal modo fu riconosciuto come sposo destinato dal Signore alla Santa Vergine.

Maria aveva 14 anni quando fu data in sposa a Giuseppe, ma continuò a vivere nella casa della sua famiglia per un anno, poiché era usanza presso gli ebrei di far trascorrere quel lasso di tempo tra lo sposalizio e l’entrata nella casa dello sposo. E’ in questo periodo che Maria riceve l’annuncio dell’Angelo, al quale lei risponde: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”.
(Lc 1,38).

L’Angelo disse anche a Maria che sua cugina Elisabetta era incinta, quindi Maria chiese a Giuseppe di accompagnarla da lei, per aiutarla negli ultimi mesi di gravidanza. In seguito alla nascita di Giovanni Battista, Maria torna a casa, e Giuseppe si accorge allora che aspetta un bambino. Sapendo di non essere lui il padre, si ritrova angosciato dal sospetto, arrivando a pensare di far fuggire Maria segretamente (Mt 1, 18). Questo perché Giuseppe era un uomo giusto, e pur credendosi tradito, non voleva ripudiare apertamente Maria, perché la legge prevedeva che la donna adultera venisse lapidata e il figlio del peccato morisse con lei (Levitico 20,10; Deuteronomio 22, 22-24).

Giuseppe stava dunque per ripudiare Maria in segreto, quando finalmente un Angelo, apparsogli in sogno, lo avvisa: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in Lei viene dallo Spirito Santo” (Mt 1,20).
Giuseppe allora capisce il miracolo che è avvenuto in Maria, si lascia alle spalle ogni turbamento e accelera i preparativi per la festa di ingresso nella casa della sua sposa.

San Giuseppe si è lasciato condurre perché era giusto e “giusto” è l’uomo che vive di fede.

Dove lo porta il Signore? Non lo sa, Dio non glielo dice, non gli spiega niente e lui obbedisce lo stesso. Ha sempre detto di sì con la vita, non con le parole. Non ha mai avuto questioni da sollevare, dubbi da proporre.
E come è fecondo questo silenzio! Esso permette che tra la parola di Dio e l’obbedienza di San Giuseppe non ci sia soluzione di continuità. Dio parla e San Giuseppe fa.
“Non temere…”, e lui non teme, tutti i drammi sono finiti.
“Alzati…”, e lui si alza, eccolo già per strada.
“Ritorna…”, ed è già di ritorno.
Questa immediatezza di San Giuseppe a tutti i cenni del Signore, ci dimostra la sua bella disposizione interiore! Continua a leggere…