San Giuseppe – 19 marzo

Giuseppe

San Giuseppe è un laico, non riveste alcuna funzione ufficiale. Un uomo come tutti, che si trova nella condizione più comune: lavoro e povertà.

La straordinarietà di San Giuseppe è questo suo offrirsi interamente al Signore. Tutta la sua vita è indirizzata al servizio della famiglia.

Il suo silenzio è fecondo, prezioso.
È un costante al Signore.

San Giuseppe si è lasciato portare dove Dio lo ha condotto, ed ha così potuto far parte del mistero dell’Incarnazione.

San Giuseppe, questo amabilissimo patrono della vita spirituale, ci aiuti ad essere molto presenti solo al cuore e agli occhi di Dio, e quanti più saranno a dimenticarsi di noi, tanto meglio, perché in questo nostro scomparire agli occhi di tutti e agli stessi nostri occhi, il nostro io sappia perdersi nella adorazione umile e silenziosa della infinita grandezza dell’unico Dio e Signore nostro.

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Sacro Manto di San Giuseppe

Queste orazioni vanno recitate per trenta giorni consecutivi in ricordo dei 30 anni di vita di San Giuseppe a fianco di Gesù. Sono senza numero le grazie che si ottengono ricorrendo a San Giuseppe. E’ cosa buona accostarsi ai Sacramenti e promuovere il culto del Santo.

Offerta

  1. Eccomi San Giuseppe, prostrato devotamente innanzi a te. Ti presento questo Manto prezioso e nello stesso tempo ti offro il proposito della mia devozione fedele e sincera. Tutto quello che potrò fare in tuo onore, durante la mia vita, io intendo eseguirlo, per mostrarti tutto il mio amore verso di te. Aiutami, San Giuseppe! Assistimi ora e in tutta la mia vita, ma soprattutto nell’ora della mia morte, come tu fosti assistito da Gesù e da Maria, perché ti possa un giorno onorare nella patria celeste per tutta l’eternità. Amen.

  2. O glorioso Patriarca San Giuseppe, prostrato innanzi a te, ti venero devotamente e ti offro queste mie preghiere, a ricordo delle innumerevoli virtù che adornano la tua santa persona. In te ebbe compimento il sogno misterioso dell’antico Giuseppe, poiché, non solo il Sole divino, Gesù, ti circondò con i suoi fulgidissimi raggi, ma anche la mistica luna, Maria, ti rischiarò con la sua dolce luce.

    Glorioso San Giuseppe, come l’esempio di Giacobbe, che andò personalmente a rallegrarsi con il figlio suo prediletto, esaltato sopra il trono dell’Egitto, servì a trascinarvi anche i suoi figli, così spero che l’esempio di Gesù e di Maria, che ti onorarono con tutta la loro stima e con tutta la loro fiducia, convincano anche me a intessere in tuo onore questo manto prezioso.

    O gran Santo, fa’ che il Signore rivolga sopra di me uno sguardo di benevolenza. E come l’antico Giuseppe non scacciò i colpevoli fratelli, anzi li accolse pieno di amore, li protesse e li salvò dalla fame e dalla morte, così tu, o glorioso Patriarca, mediante la tua intercessione, fa’ che il Signore non voglia mai abbandonarmi in questa valle di esilio. Ottienimi inoltre la grazia di conservarmi sempre nel numero dei tuoi servi devoti, e come loro di vivere sereno sotto il manto della tua protezione ogni giorno della mia vita e nel momento della mia morte. Amen.

Orazioni

  1. Salve o glorioso San Giuseppe, custode dei tesori incomparabili del Cielo e padre davidico di Colui che nutre tutte le creature. Dopo Maria Santissima tu sei il Santo più degno del nostro amore e meritevole della nostra venerazione. Fra tutti i Santi, tu solo avesti l’onore di allevare, guidare, nutrire e abbracciare il Messia, che tanti Profeti e Re avevano desiderato vedere.
    San Giuseppe, salva l’anima mia e ottienimi dalla Misericordia Divina la grazia che umilmente imploro. Ti ricordo anche le anime benedette del Purgatorio perché tu ottenga per loro grande sollievo nelle loro pene.
    3 GLORIA AL PADRE

  2. Potente San Giuseppe, che fosti proclamato patrono universale della Chiesa, t’invoco fra tutti i Santi, quale fortissimo protettore dei miseri e benedico mille volte il tuo cuore, pronto sempre a soccorrere ogni sorta di bisogni. A te, o caro San Giuseppe, fanno ricorso la vedova, l’orfano, l’abbandonato, l’afflitto, ogni sorta di sventurati. Poiché non c’è dolore, angoscia o disgrazia che tu non abbia pietosamente soccorso, degnati, per i doni che Dio ha messo nelle tue mani, di ottenermi la grazia che ti domando. Anche voi, anime sante del Purgatorio, supplicate San Giuseppe per me.
    3 GLORIA AL PADRE

  3. Tu, o caro Santo, che conosci tutti i miei bisogni, prima ancora che li esponga con la preghiera, sai quanto mi è necessaria la grazia che ti domando. L’anima mia addolorata non trova riposo in mezzo alle pene. Nessun cuore umano potrebbe comprendere la mia angoscia; se pure trovassi compassione presso qualche anima caritatevole, essa non mi potrebbe aiutare. Tu invece hai donato conforto e pace, grazie e favori a tante persone che ti hanno pregato prima di me; per questo mi prostro davanti a te e ti supplico sotto il grave peso che mi opprime.
    A te o San Giuseppe ricorro e spero che non mi vorrai respingere, poiché Santa Teresa ha detto e lasciato scritto nelle sue memorie: “Qualunque grazia si domanda a San Giuseppe verrà certamente concessa”.
    O San Giuseppe, consolatore degli afflitti, abbi pietà del mio dolore e porta verso la luce divina e la felicità le anime sante del Purgatorio, che tanto sperano dalle nostre preghiere.
    3 GLORIA AL PADRE

INVOCAZIONI A SAN GIUSEPPE 
I. Ricordati, o purissimo sposo di Maria, o caro mio protettore S. Giuseppe, che mai si udì aver alcuno invocato la tua protezione e chiesto il tuo aiuto senza essere stato consolato. Con questa fiducia io mi rivolgo a te e a te fervorosamente mi raccomando. O S. Giuseppe, ascolta la mia preghiera, accoglila pietosamente ed esaudiscila. Amen.

II. Glorioso S. Giuseppe, sposo di Maria e padre verginale di Gesù, pensa a me, veglia su di me. Insegnami a lavorare per la mia santificazione e prendi sotto la tua pietosa cura i bisogni urgenti che oggi affido alle tue sollecitudini paterne. Allontana gli ostacoli e le difficoltà e fa’ che il felice esito di quanto ti chiedo sia per la maggior gloria del Signore e per il bene dell’anima mia. E in segno della mia più viva riconoscenza, ti prometto di far conoscere le tue glorie, mentre con tutto l’affetto benedico il Signore che ti volle tanto potente in cielo e sulla terra.

INVOCAZIONI A SAN GIUSEPPE E LITANIE

  1. Ricordati, o purissimo sposo di Maria Vergine, o caro mio protettore S. Giuseppe, che mai si udì aver alcuno invocato la tua protezione e chiesto il tuo aiuto senza essere stato consolato. Con questa fiducia, io vengo a te e a te fervorosamente mi raccomando. O S. Giuseppe, ascolta la mia preghiera, accoglila pietosamente ed esaudiscila. Amen.

  2. Glorioso S. Giuseppe, sposo di Maria e padre verginale di Gesù, pensa a me, veglia su di me. Insegnami a lavorare per la mia santificazione e prendi sotto la tua pietosa cura i bisogni urgenti che oggi io affido alle tue sollecitudini paterne. Allontana gli ostacoli e le difficoltà e fa’ che il felice esito di quanto ti chiedo sia per la maggior gloria dei Signore e per il bene dell’anima mia. E in segno della mia più viva riconoscenza, ti prometto di far conoscere le tue glorie, mentre con tutto l’affetto benedico il Signore che ti volle tanto potente in cielo e sulla terra.

Chiusura del sacro Manto

O Glorioso San Giuseppe, che da Dio sei stato posto a capo e custode della più santa tra le famiglie, degnati di essermi dal cielo custode dell’anima mia, che domanda di essere ricevuta sotto il manto del tuo patrocinio. Io, fin da questo momento, ti eleggo a padre, a protettore, a guida, e pongo sotto la tua speciale custodia l’anima mia, il mio corpo, quanto ho e quanto sono, la mia vita e la mia morte. Guardami come tuo figlio; difendimi da tutti i miei nemici visibili ed invisibili; assistimi in tutte le necessità: consolami in tutte le amarezze della vita, ma specialmente nelle agonie della morte. Rivolgi una parola per me a quel amabile Redentore, che Bambino portasti sulle tue braccia, a quella Vergine gloriosa, di cui fosti direttissimo sposo. Impetrami quelle benedizioni che tu vedi essere utili al mio vero bene, alla mia eterna salvezza, e io farò di tutto per non rendermi indegno del tuo speciale patrocinio. Amen

LEGGI LA STORIA DEL SACRO MANTO DI SAN GIUSEPPE

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Le beatitudini

Con il discorso della montagna Gesù annuncia ai suoi discepoli quale via devono percorrere per raggiungere le Beatitudini:

  • Povertà in spirito;
  • mitezza:
  • mansuetudine;
  • sete della giustizia;
  • misericordia;
  • purezza di cuore;
  • volontà di pace;
  • persecuzione sofferta per la giustizia.

Con questo importante Discorso della montagna, Gesù si rivolge alla volontà dell’uomo e spiega che trovarsi nello stato di povertà, di sofferenza o di purezza non sia sufficiente per raggiungere le Beatitudini;

occorre, senza riserve, desiderare e amare queste condizioni. Difatti, non saranno i poveri in spirito, i piangenti, i miti, i puri di cuore, i perseguitati, i misericordiosi a essere beati, ma coloro che ardentemente e zelantemente si faranno volontari di povertà, di sofferenza, di purezza, di misericordia, ecc. Di essi sarà il Regno dei Cieli.

Per il Maestro non è importante l’oggetto del fare, ma lo spirito con cui si opera.

Pertanto, alla luce di questo divino insegnamento il cristiano deve agire illuminato dalla fede, dalla speranza, dalla carità e dalla Luce che Gesù concede solo a chi sta in comunione con Lui; mentre l’uomo che si affeziona ai piaceri e ai desideri della carne sarà sempre guidato dalla concupiscenza.

Le Beatitudini orientano l’anima cristiana a staccarsi da qualsiasi bene temporale: questa separazione origina un vuoto interiore che dovrà essere riempito dall’amore sublime di Gesù.

Difatti non si può salire con Gesù dalla terra sino alle più alte vette spirituali della contemplazione, se si è pervasi e assoggettati da pensieri carnali: quello che Gesù desidera farci raggiungere, attraverso il cammino delle Beatitudini, è un luogo inondato da una luce purissima, immerso in una sublime verità, dove tutte le ombre malvagie si dissolvono, dove è possibile tutto ciò che non può essere visibile a chi permane incatenato alle sue concupiscenze.

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Santa Lucia Martire – 13 dicembre

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Santa Lucia è entrata nel cuore di moltissimi fedeli per la sua storia straordinaria.

La sua festa, il 13 dicembre, è per molti bambini occasione di grande gioia, visto che in diversi luoghi del Nord Italia e nel resto d’Europa si dice che la Santa porti doni e dolci ai bimbi buoni.

Ma la storia di Lucia, vissuta nel pieno delle persecuzioni dei cristiani nel terzo secolo d.C., trascende la tradizione ed è esempio di virtù e fede per ogni cristiano.

Le persecuzioni, per Lucia, iniziarono quando ella decise di consacrarsi a Gesù, e di donare la sua ricca dote nuziale ai poveri.

Fu così che la santa dovette dare una grande delusione ad un giovane della sua città, che era innamorato di lei e desiderava sposarla.  Lucia rivelò al giovane pretendente di non poter acconsentire al matrimonio, poiché si era consacrata a Gesù.

L’orgoglio ferito del giovane lo portò a denunciarla al prefetto romano Pascasio come seguace di Cristo, in un’epoca in cui era vigente il severissimo editto dell’imperatore Diocleziano, che prevedeva una feroce repressione contro i cristiani.

Lucia fu quindi arrestata e condotta dinnanzi al prefetto Pascasio, che le ordinò di fare sacrifici agli dei pagani per rinnegare la propria fede cristiana.

Lucia oppose un fermo rifiuto; Pascasio si rese conto che non avrebbe ottenuto nulla ed allora ordinò che la ragazza fosse portata nei peggiori bassifondi della città affinché le fosse usata violenza.

I soldati l’afferrarono per portarla via, ma per quanto si sforzassero non riuscivano a spostarla;

ogni sforzo, compreso il tentativo di legarla con delle funi, si rivelò vano. Inspiegabilmente la ragazza rimaneva salda e ferma come una roccia: Dio non permetteva a nessuno di portarla via.

Pascasio pensò che tale prodigio fosse opera di magia ed ordinò che fosse trattata come una strega: la povera giovane doveva essere bruciata sul rogo. Ordinò quindi che sul suo corpo fossero versati della pece e dell’olio.
Ma le fiamme lasciarono Lucia illesa…

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Le anime del purgatorio – 2 novembre

#Santa Geltrude di Helfta (1256-1301)

A 25 anni, il 27 gennaio del 1281, Santa Gerltrude di Helfta (1256 – 1301) ebbe la prima manifestazione divina.

Percorse in modo meraviglioso la via della perfezione, dedicandosi alla preghiera e alla contemplazione, impiegando la sua cultura per la stesura di testi di fede, tra cui i celebri Exercitia e quello che è forse il suo libro più famoso: le “Rivelazioni”.

È ricordata tra le iniziatrici della devozione al Sacro Cuore, la prima a tracciarne una teologia, senza però il tema delle riparazioni che sarà predominante in seguito. Ebbe grande influenza ai suoi tempi perché la fama della sua santità e delle sue visioni attirava molti per chiedere consiglio e conforto.

Le anime del purgatorio

A Santa Geltrude appare l’abbadessa Geltrude nella gloria, mentre lei offre la messa e vede che il Signore la riceve nel suo cuore. In queste visioni Geltrude vede la connessione tra il S. Cuore di Gesù, la messa e le anime agonizzanti e delle defunte.

Geltrude assiste anche alla morte di Matilde cantrice del monastero e vede che Gesù avvicina le labbra dell’agonizzante alla ferita del divin cuore.

Geltrude pregava un giorno per il fratello F. morto da poco e vide la sua anima sotto l’aspetto di un rospo ripugnante, bruciato interiormente in modo orribile e tormentato per i suoi peccati da varie pene. Sembrava avesse un gran male sotto il braccio e un peso enorme lo obbligava a stare curvo fino a terra, senza potersi rialzare.

Geltrude comprese che appariva sotto forma di un rospo perché durante la sua vita religiosa aveva trascurato di innalzare la mente alle cose divine, capì anche che il dolore che lo tormentava sotto il braccio era dovuto al fatto che aveva lavorato oltre al permesso del Superiore, per acquistare beni temporali e per aver nascosto il suo guadagno.

Doveva espiare la sua disobbedienza. Geltrude avendo recitato i salmi prescritti per quell’anima, chiese al Signore se ne avesse avuto vantaggio:

Certo – rispose Gesù – le anime purganti vengono sollevate da tali suffragi, però preghiere anche brevi ma dette con fervore, sono ancor di maggiore profitto per esse.

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