Commemorazione dei defunti – 2 novembre

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Pascal, nei suoi pensieri, sottolinea che certi adulti in piena attività cedono al divertimento: il numero delle cose urgenti che devono risolvere li distoglie dalla domanda essenziale: Che cosa diventerò dopo la morte? Questa constatazione faceva dire a un umorista: Qui riposa uno che non ha mai saputo perché viveva.

La vita è qualcosa di serio: in essa dobbiamo preparare la nostra eternità. Se falliamo questa vita, non avremo esami di riparazione, non potremo ricominciare, ma dovremo rendere conto al posto che avremo riservato all’amore nel nostro cuore e nei nostri atti.

Si tratta dunque di credere nell’aldilà dove ci attende, nel punto d’incontro tra il tempo e l’eterno, il giudizio. Il Purgatorio, frutto dell’infinita Misericordia di Dio, è così necessario per la salvezza delle anime; altrimenti i più sarebbero destinati alla dannazione eterna.

È perciò ragionevole pensare che l’uomo per raggiungere l’intimità di Dio deve essere puro. Qualora questa purificazione non sia avvenuta sulla terra, si realizzerà al di fuori del tempo nella fornace dell’amore. Quì l’anima dovrà lasciarsi purificare per accogliere l’abbraccio definitivo di Dio.

Il Purgatorio è stato inoltre una straordinaria risorsa della civiltà. L’idea che il male si possa riscattare con opere buone anche per i propri cari defunti è geniale: cancella il limite invalicabile della morte, riequilibra le ingiustizie terrene e dà una forza positiva a tutte le azioni. Continua a leggere…

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La divina Misericordia

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«Dopo il peccato, spera nella misericordia, prima del peccato, abbi timore della giustizia».

Sant’Agostino

Misericordia è quel sentimento generato dalla compassione per la miseria altrui, che spinge alla pietà per l’infelicità e la sventura del prossimo che induce a soccorrere, a perdonare e parimenti lega le persone con un vincolo autentico di amore, fedeltà, bontà e tenerezza.

La misericordia sgorga solamente da un cuore che sa amare. Senza l’amore è impossibile provare compassione ed accorrere in soccorso dell’altro. Solamente l’amore può compiere questo miracolo ed è quella realtà che ti fa simile al sole, ti fa risplendere e ardere, ed è un’inestimabile ricchezza che ti spinge ad agire comunque e sempre. È nella misericordia che l’amore esprime se stesso ed è nell’atto di misericordia che il linguaggio dell’amore si esprime nella radicalità del suo libero donarsi.

In Dio si esprime l’amore puro e sublime, dove ogni cosa assume il suo significato attraverso l’amore operante. La stessa creazione che è portatrice di gioia e di gaudio ne attesta le meraviglie e la sua finalità. Tuttavia il linguaggio dell’amore è misterioso e in gran parte ineffabile e sempre nuovo, come il respiro della vita o come il battito del cuore. L’amore non sarà mai una necessità dialettica oppure una struttura della materia, ma sarà sempre la conseguenza della libertà. In quale luogo posso cercare l’Amore, dove parla di se stesso svelandone il suo mistero, la sua essenza e la sua presenza? Questo luogo è il Vangelo dove troverai il comando: tu devi amare.

Nella parabola della zizzania si legge che, essendo essa cresciuta in un campo insieme con il grano, i servi volevano estirparla: Vuoi che andiamo a raccoglierla? Disse il padrone: Al tempo della mietitura dirò ai mietitori: cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla (Mt 13,24-30). Questa parabola mostra da una parte la pazienza del Signore verso i peccatori, e dall’altra il suo rigore verso gli ostinati.

Sant’Agostino dice che il demonio inganna gli uomini in due modi: con la disperazione e con la speranza. Dopo il peccato, tenta il peccatore alla disperazione con il terrore della divina giustizia; ma prima di peccare spinge l’anima al peccato con la speranza nella divina misericordia. Perciò il Santo ammonisce: «Dopo il peccato, spera nella misericordia, prima del peccato, abbi timore della giustizia». Infatti non merita misericordia chi si serve della misericordia di Dio per offenderlo. Dio usa misericordia con chi lo teme, non con chi si serve di essa per non temerlo. Continua a leggere…