Domenica della Divina Misericordia

anno-santo-misericordiaLa misericordia consiste nella compassione per il dolore degli altri, nella pietà, nella tenerezza verso gli infelici. Questo sentimento spinge a correre in aiuto, a perdonare in virtù del vero amore, della bontà.

È Dio il solo che detiene l’amore più autentico e sublime: Egli è il detentore dell’Amore puro, che viene svelato nelle pagine del Vangelo.

La Misericordia di Dio solleva dal peccato e ripara le debolezze, tutto ciò che Dio fa per l’uomo è espressione del suo Amore.

Chiedere Misericordia non consiste solamente nel chiedere perdono, ma anche cercare una via d’uscita dalle debolezze, dall’infelicità, dalla desolazione e da tutte le miserie umane che Dio può colmare.

Per questo è così efficace esprimere con fiducia: “Gesù, confido in te.”

Dio manifesta la sua misericordia nell’invitare il peccatore alla penitenza. Lo si capisce guardando ad Adamo, nascotosi per vergogna dopo essersi ribellato al Signore. Dio allora lo chiama, lo cerca e con amore paterno chiede: “Adamo, dove sei?”

Dio effettua la stessa ricerca e pone la stessa domanda ad ognuno di noi. Egli continua a chiamare chi si è allontanato, con le ispirazioni, con i rimorsi della coscienza, con le prediche, con le tribolazioni. Dio sta alla porta del nostro cuore e non si arrende.

Ma attenzione a non abusare della pazienza di Dio. Così Sant’Agostino mette in guardia, poiché il demonio inganna gli uomini con la disperazione e con la speranza. Prima che una persona compia un peccato, la persuade facendola sperare nella misericordia. E dopo che il peccato è stato compiuto, porta il peccatore alla disperazione con il terrore della divina giustizia.

Il peccatore vuole peccare e allo stesso tempo salvarsi, ma Dio avverte: Non dire: «La sua misericordia è grande; mi perdonerà i molti peccati» (Sir 5,6). Non dire: «Per quanti peccati io possa commettere, con un atto di dolore sarò perdonato!» E perché? Poiché ci sono presso di lui misericordia e ira, il suo sdegno si riverserà sui peccatori. Dio pur essendo misericordioso, è anche giusto… Dio promette la sua misericordia a chi lo teme, non a chi abusa di essa. La sua misericordia si stende su quelli che lo temono (Lc 1,50), cantò la Madre di Dio. Agli ostinati Dio minaccia la giustizia. […]

Continua Sant’Alfonso Maria de Liguori: Quando tu vuoi acquistare una casa, stai molto attento a non buttare via il tuo denaro. Quando prendi una medicina, cerchi di assicurarti che essa non ti possa nuocere. Perché, allora, per un piacere dei sensi vuoi rischiare la salvezza eterna, dicendo: «Spero di potermene confessare»? Quando ti confesserai? «Domenica». E chi ti garantisce di essere vivo fino a domenica? «Domani». E chi ti garantisce il domani? Dice Sant’Agostino: «Non sei padrone di un’ora: come puoi esserlo del domani?»

Continua…

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Commemorazione dei defunti – 2 novembre

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Pascal, nei suoi pensieri, sottolinea che certi adulti in piena attività cedono al divertimento: il numero delle cose urgenti che devono risolvere li distoglie dalla domanda essenziale: Che cosa diventerò dopo la morte? Questa constatazione faceva dire a un umorista: Qui riposa uno che non ha mai saputo perché viveva.

La vita è qualcosa di serio: in essa dobbiamo preparare la nostra eternità. Se falliamo questa vita, non avremo esami di riparazione, non potremo ricominciare, ma dovremo rendere conto al posto che avremo riservato all’amore nel nostro cuore e nei nostri atti.

Si tratta dunque di credere nell’aldilà dove ci attende, nel punto d’incontro tra il tempo e l’eterno, il giudizio. Il Purgatorio, frutto dell’infinita Misericordia di Dio, è così necessario per la salvezza delle anime; altrimenti i più sarebbero destinati alla dannazione eterna.

È perciò ragionevole pensare che l’uomo per raggiungere l’intimità di Dio deve essere puro. Qualora questa purificazione non sia avvenuta sulla terra, si realizzerà al di fuori del tempo nella fornace dell’amore. Quì l’anima dovrà lasciarsi purificare per accogliere l’abbraccio definitivo di Dio.

Il Purgatorio è stato inoltre una straordinaria risorsa della civiltà. L’idea che il male si possa riscattare con opere buone anche per i propri cari defunti è geniale: cancella il limite invalicabile della morte, riequilibra le ingiustizie terrene e dà una forza positiva a tutte le azioni. Continua a leggere…

La divina Misericordia

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«Dopo il peccato, spera nella misericordia, prima del peccato, abbi timore della giustizia».

Sant’Agostino

Misericordia è quel sentimento generato dalla compassione per la miseria altrui, che spinge alla pietà per l’infelicità e la sventura del prossimo che induce a soccorrere, a perdonare e parimenti lega le persone con un vincolo autentico di amore, fedeltà, bontà e tenerezza.

La misericordia sgorga solamente da un cuore che sa amare. Senza l’amore è impossibile provare compassione ed accorrere in soccorso dell’altro. Solamente l’amore può compiere questo miracolo ed è quella realtà che ti fa simile al sole, ti fa risplendere e ardere, ed è un’inestimabile ricchezza che ti spinge ad agire comunque e sempre. È nella misericordia che l’amore esprime se stesso ed è nell’atto di misericordia che il linguaggio dell’amore si esprime nella radicalità del suo libero donarsi.

In Dio si esprime l’amore puro e sublime, dove ogni cosa assume il suo significato attraverso l’amore operante. La stessa creazione che è portatrice di gioia e di gaudio ne attesta le meraviglie e la sua finalità. Tuttavia il linguaggio dell’amore è misterioso e in gran parte ineffabile e sempre nuovo, come il respiro della vita o come il battito del cuore. L’amore non sarà mai una necessità dialettica oppure una struttura della materia, ma sarà sempre la conseguenza della libertà. In quale luogo posso cercare l’Amore, dove parla di se stesso svelandone il suo mistero, la sua essenza e la sua presenza? Questo luogo è il Vangelo dove troverai il comando: tu devi amare.

Nella parabola della zizzania si legge che, essendo essa cresciuta in un campo insieme con il grano, i servi volevano estirparla: Vuoi che andiamo a raccoglierla? Disse il padrone: Al tempo della mietitura dirò ai mietitori: cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla (Mt 13,24-30). Questa parabola mostra da una parte la pazienza del Signore verso i peccatori, e dall’altra il suo rigore verso gli ostinati.

Sant’Agostino dice che il demonio inganna gli uomini in due modi: con la disperazione e con la speranza. Dopo il peccato, tenta il peccatore alla disperazione con il terrore della divina giustizia; ma prima di peccare spinge l’anima al peccato con la speranza nella divina misericordia. Perciò il Santo ammonisce: «Dopo il peccato, spera nella misericordia, prima del peccato, abbi timore della giustizia». Infatti non merita misericordia chi si serve della misericordia di Dio per offenderlo. Dio usa misericordia con chi lo teme, non con chi si serve di essa per non temerlo. Continua a leggere…