Santa Teresa di Lisieux – 1 ottobre

#Santa Teresa di Lisieux, anche detta “Teresina”, è conosciuta in tutto il mondo per aver diffuso la “piccola via dell’infanzia spirituale”: una piccola via, tutta nuova, per andare al Cielo.

La sua via si discosta dalle vie dei sapienti, dei teologi; lei percorre un sentiero umile e semplice, fatto di mitezza e purezza di cuore, così da poter essere percorso da qualsiasi persona.

La via che porta nelle mani di Dio è l’abbandono, il gesto di fiducia più estremo ed autentico. La santa rinuncia così alla propria volontà e si sottomette in tutto a quella del Padre.

Papa Pio XI la definisce un “uragano di gloria”, una santa la cui vita, costellata di miracoli straordinari ha sconvolto la Chiesa.

“Ecco tutto ciò che Gesù si aspetta da noi: non ha bisogno delle nostre opere, ma solo del nostro amore. Aveva sete, ma dicendo: Dammi da bere, il Creatore dell’universo chiedeva amore alla sua creatura. Aveva sete d’amore”

Volgendo lo sguardo a Teresa nascerà in ognuno di noi la nostalgia di diventare come quei piccoli ai quali Cristo dà in eredità il regno dei cieli. Si comprenderà come la vita sia un bene che l’essere umano riceve, senza alcun merito.

Un dono e un mezzo per ricevere e dare amore e così realizzare l’essenza dell’essere umano: “Bisogno d’amare e di essere amato”.

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Assunzione di Maria – 15 Agosto

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L’Assunzione di Maria è un evento che ci interessa da vicino perché ogni uomo è destinato a morire.

Ma la morte non è l’ultima parola.

Essa è transito verso la vita incontro all’Amore.

È passaggio verso la beatitudine celeste riservata a quanti operano per la verità e la giustizia e si sforzano di seguire Cristo.

San Giovanni Paolo II

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San Giovanni Maria Vianney, Curato d’Ars – 4 agosto

“Mio Dio, io vi amo, ed il mio unico desiderio è quello di amarvi fino all’ultimo sospiro della mia vita”.

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Giovanni Maria Vianney, noto anche come il Curato d’Ars, era un sacerdote qualsiasi. Si sentiva estremamente ignorante, non fu mai bravo a studiare e aveva una conoscenza del latino molto scarna.

Si ritrovò a dirigere una parrocchia piccola e composta pressoché da atei, retaggio della recente rivoluzione francese.

Straordinariamente, con la sua semplicità disarmante e il suo amore totale verso Dio, divenne un santo straordinario, con il suo esempio convertì migliaia di persone, è oggi il patrono dei sacerdoti, l’esempio per tutti.

Nonostante le sue difficoltà di apprendimento, non cessò mai di leggere avidamente la Parola, pregando e meditando, in modo da imparare a compiere la volontà di Dio.

“Innanzitutto bisogna conoscere la nostra santa religione, l’unica vera, perché l’unica rivelata da Dio. Figli miei, perché siamo così ciechi e così ignoranti?

Perché non facciamo caso alla parola di Dio. Se una persona è istruita nella religione cattolica, c’è sempre la possibilità che si riprenda. Per quanto si perda in ogni sorta di brutta strada, si può sempre sperare che presto o tardi torni al buon Dio, fosse anche in punto di morte.

Al contrario, una persona che è ignorante nella propria religione è come un moribondo che ha perso conoscenza: non conosce né la gravità del peccato, né la bellezza della sua anima, né il valore della virtù; si trascina di peccato in peccato.

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San Antonio da Padova – 13 giugno

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“La fede è la virtù principale e chi non crede è simile a quegli Ebrei che nel deserto si ribellarono a Mosè. Senza la fede non si entra nel regno di Dio, essa è la vita dell’anima.

II cristiano è colui che, con l’occhio del cuore illuminato dalla fede, intuisce i misteri di Dio e ne fa pubblica professione.
La fede vera è accompagnata dalla carità. Credere in Dio, per il cristiano, non significa tanto credere che Dio esiste e neppure credere che Egli è verace, significa credere amando, credere abbandonandosi in Dio, unendosi e uniformandosi a Lui”.

(San Antonio da Padova)

Antonio da Padova è uno dei santi più amati dai fedeli. Alla sua intercessione si devono moltissimi miracoli compiuti sia in vita che dopo la morte terrena.

I miracoli compiuti da Sant’Antonio confermano la grandezza di questo santo, che in tutto su uniformò alla volontà di Dio.

A Rimini Antonio cercava di convertire un eretico e la disputa si era incentrata intorno al sacramento dell’Eucarestia, ossia sulla reale presenza di Gesù.

L’eretico, di nome Bonvillo, lanciò la sfida ad Antonio affermando: Se tu, Antonio, riuscirai a provare con un miracolo che nella Comunione dei credenti c’è, per quanto velato, il vero corpo di Cristo, io abiurata ogni eresia, sottometterò senza indugio la mia testa alla fede cattolica.

Antonio accettò la sfida perché convinto di ottenere dal Signore ogni cosa per la conversione dell’eretico. Allora Bonfillo, invitando con la mano a far silenzio disse: Io terrò chiuso il mio giumento per tre giorni privandolo del cibo. Passati i tre giorni, lo tirerò fuori alla presenza del popolo, gli mostrerò la biada pronta. Tu intanto gli starai di contro con quello che affermi essere il corpo di Cristo. Se l’animale pur affamato rifiuterà la biada e adorerà il tuo Dio io crederò sinceramente alla fede della Chiesa.

Antonio pregò e digiunò per tutti i tre giorni. Nel giorno stabilito la piazza era ricolma di gente e tutti attendevano di vedere come sarebbe andata a finire. Antonio celebrò la messa davanti alla folla numerosa e poi con somma riverenza portò il corpo del Signore davanti alla giumenta affamata che era stata portata nella piazza. Contemporaneamente Bonfillo gli mostrava la biada.
Antonio impose il silenzio e comandò all’animale: In virtù e in nome del Creatore, che io, per quanto ne sia indegno, tengo tra le mani, ti dico, o animale e ti ordino di avvicinarti prontamente con umiltà e prestargli la dovuta venerazione, affinché i malvagi eretici apprendano chiaramente da tale gesto che ogni creatura è soggetta al suo Creatore. La giumenta rifiutò il foraggio e chinando e abbassando la testa fino ai garretti, si accostò genuflettendo davanti al sacramento del corpo di Cristo in segno di adorazione. Vedendo l’accaduto, tutti i presenti compresi gli eretici e Bonvillo si inginocchiarono adoranti. Continua a leggere…