San Giovanni Maria Vianney, Curato d’Ars – 4 agosto

“Mio Dio, io vi amo, ed il mio unico desiderio è quello di amarvi fino all’ultimo sospiro della mia vita”.

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Giovanni Maria Vianney, noto anche come il Curato d’Ars, era un sacerdote qualsiasi. Si sentiva estremamente ignorante, non fu mai bravo a studiare e aveva una conoscenza del latino molto scarna.

Si ritrovò a dirigere una parrocchia piccola e composta pressoché da atei, retaggio della recente rivoluzione francese.

Straordinariamente, con la sua semplicità disarmante e il suo amore totale verso Dio, divenne un santo straordinario, con il suo esempio convertì migliaia di persone, è oggi il patrono dei sacerdoti, l’esempio per tutti.

Nonostante le sue difficoltà di apprendimento, non cessò mai di leggere avidamente la Parola, pregando e meditando, in modo da imparare a compiere la volontà di Dio.

“Innanzitutto bisogna conoscere la nostra santa religione, l’unica vera, perché l’unica rivelata da Dio. Figli miei, perché siamo così ciechi e così ignoranti?

Perché non facciamo caso alla parola di Dio. Se una persona è istruita nella religione cattolica, c’è sempre la possibilità che si riprenda. Per quanto si perda in ogni sorta di brutta strada, si può sempre sperare che presto o tardi torni al buon Dio, fosse anche in punto di morte.

Al contrario, una persona che è ignorante nella propria religione è come un moribondo che ha perso conoscenza: non conosce né la gravità del peccato, né la bellezza della sua anima, né il valore della virtù; si trascina di peccato in peccato.

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San Antonio da Padova – 13 giugno

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“La fede è la virtù principale e chi non crede è simile a quegli Ebrei che nel deserto si ribellarono a Mosè. Senza la fede non si entra nel regno di Dio, essa è la vita dell’anima.

II cristiano è colui che, con l’occhio del cuore illuminato dalla fede, intuisce i misteri di Dio e ne fa pubblica professione.
La fede vera è accompagnata dalla carità. Credere in Dio, per il cristiano, non significa tanto credere che Dio esiste e neppure credere che Egli è verace, significa credere amando, credere abbandonandosi in Dio, unendosi e uniformandosi a Lui”.

(San Antonio da Padova)

Antonio da Padova è uno dei santi più amati dai fedeli. Alla sua intercessione si devono moltissimi miracoli compiuti sia in vita che dopo la morte terrena.

I miracoli compiuti da Sant’Antonio confermano la grandezza di questo santo, che in tutto su uniformò alla volontà di Dio.

A Rimini Antonio cercava di convertire un eretico e la disputa si era incentrata intorno al sacramento dell’Eucarestia, ossia sulla reale presenza di Gesù.

L’eretico, di nome Bonvillo, lanciò la sfida ad Antonio affermando: Se tu, Antonio, riuscirai a provare con un miracolo che nella Comunione dei credenti c’è, per quanto velato, il vero corpo di Cristo, io abiurata ogni eresia, sottometterò senza indugio la mia testa alla fede cattolica.

Antonio accettò la sfida perché convinto di ottenere dal Signore ogni cosa per la conversione dell’eretico. Allora Bonfillo, invitando con la mano a far silenzio disse: Io terrò chiuso il mio giumento per tre giorni privandolo del cibo. Passati i tre giorni, lo tirerò fuori alla presenza del popolo, gli mostrerò la biada pronta. Tu intanto gli starai di contro con quello che affermi essere il corpo di Cristo. Se l’animale pur affamato rifiuterà la biada e adorerà il tuo Dio io crederò sinceramente alla fede della Chiesa.

Antonio pregò e digiunò per tutti i tre giorni. Nel giorno stabilito la piazza era ricolma di gente e tutti attendevano di vedere come sarebbe andata a finire. Antonio celebrò la messa davanti alla folla numerosa e poi con somma riverenza portò il corpo del Signore davanti alla giumenta affamata che era stata portata nella piazza. Contemporaneamente Bonfillo gli mostrava la biada.
Antonio impose il silenzio e comandò all’animale: In virtù e in nome del Creatore, che io, per quanto ne sia indegno, tengo tra le mani, ti dico, o animale e ti ordino di avvicinarti prontamente con umiltà e prestargli la dovuta venerazione, affinché i malvagi eretici apprendano chiaramente da tale gesto che ogni creatura è soggetta al suo Creatore. La giumenta rifiutò il foraggio e chinando e abbassando la testa fino ai garretti, si accostò genuflettendo davanti al sacramento del corpo di Cristo in segno di adorazione. Vedendo l’accaduto, tutti i presenti compresi gli eretici e Bonvillo si inginocchiarono adoranti. Continua a leggere…

Corpus Domini

Domenica 3 giugno

“Sono io il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane, vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. (Gv 6,49).

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Per l’intelligenza umana è difficile credere al pane e al vino che si trasformano in vera Carne e in vero Sangue di Gesù. L’atto della consacrazione non è visibile agli occhi, ed è la fede che spinge a credere fermamente nelle parole di Gesù.

Ma per aiutare in questo grande atto di fede esistono i miracoli eucaristici: questi confermano nei fatti che il pane e il vino diventano vero Corpo e vero Sangue di Cristo.

Poiché a Dio nulla è impossibile, questi fatti prodigiosi sfidano la razionalità che non vuole arrendersi al soprannaturale e la portano finalmente a credere.

Per l’Incarnazione Dio si abbassa fino all’uomo, per l’Eucarestia l’uomo si innalza fino a Dio.

Miracolo Eucaristico di Tumaco – Colombia 1906

Nella piccola isola dell’Oceano Pacifico di Tumaco, il 31 gennaio del 1906 alle dieci di mattina, un maremoto per circa dieci minuti fece tremare spaventosamente la terra. Gli abitanti del villaggio si raccolsero davanti alla chiesa, scongiurando il Parroco, Padre Gerardo Larrondo e il Padre Julián, di predisporre subito una processione con il Santissimo Sacramento. Il mare si stava gonfiando e aveva già invaso una parte del litorale, al largo si era già formata un gigantesco fronte d’acqua che si sarebbe a breve trasformato in un’immensa onda.
Padre Larrondo seguito dagli abitanti dell’isola raggiunse la spiaggia, con l’Ostensorio in mano, scese sulla battigia e, proprio quando l’onda gigantesca stava arrivando, alzò con mano ferma l’Ostia consacrata davanti a tutti e tracciò nell’aria il segno della croce. Prima che Padre Larrondo e Padre Julián, che era al suo fianco, si rendessero conto di ciò stava accadendo la popolazione, commossa e sbalordita gridava già al “Miracolo”. Improvvisamente l’onda gigantesca che minacciava di cancellare per sempre il Villaggio di Tumaco si era miracolosamente fermata mentre il mare riprendeva il livello normale.
Tutti i presenti furono presi da una incontenibile gioia perché erano stati salvati dalla morte da Gesù Sacramentato e rivolgevano il loro ringraziamento per il grande prodigio.
L’isoletta di Tumaco, miracolosamente, fu risparmiata da quella terribile catastrofe grazie alla fede degli abitanti nel Santissimo Sacramento.
Il maremoto nella costa del Pacifico causò danni enormi e distruzione in diverse zone. Padre Bernardino García de la Concepción, che in quel momento si trovava nella città di Panama, diede questa testimonianza riguardo al terribile cataclisma che colpì la zona: “Improvvisamente una enorme onda travolse il porto, entrò nel mercato sollevando ogni cosa, le imbarcazioni che erano in secca furono lanciate a grande distanza, causando innumerevoli disgrazie”.

Leggi gli altri miracoli eucaristici →

Santa Caterina da Siena – 29 aprile

Santa Caterina da Siena: Dottore della Chiesa, patrona d’Italia e d’Europa.

“Or vedi, carissima figliuola, quanto siano differenti la pena e la battaglia che ricevono nella morte il giusto e il peccatore; e quanto sia differente la loro fine.”
(Dialogo della divina Provvidenza)

Caterina ebbe la sua prima visione alla tenera età di sei anni: era il 1363, ed ella vide Gesù Cristo su un trono, insieme a Pietro e Paolo.

c1A dodici anni venne promessa in sposa dai genitori, ma lei dichiarò di essersi votata al Signore, si tagliò i capelli e si chiuse in casa. I genitori tentarono di convincerla costringendola a svolgere lavori domestici gravosi e stancanti, ma ciò non fece altro che renderla ancora più risoluta nel suo proposito.

Finalmente il padre di Caterina, Jacopo, si rese conto della serietà della figlia e decise di non più ostacolarla: egli infatti la trovò assorta in preghiera, con una colomba che le aleggiava sul capo.

La straordinaria opera della Sapienza divina operava in Caterina con enorme profitto. Lei stessa dichiara di essere stata analfabeta e di aver tentato senza successo di imparare a scrivere. Fu Dio stesso, dopo gli sforzi inutili di lei, a darle il dono di saper leggere.

Una delle attività principali di Caterina era quella di assistere gli ammalati, che ai suoi occhi impersonificavano Gesù sufforente. Il suo stile di vita era molto rigoroso, con penitenze, digiuni e lunghe veglie in preghiera.

Di lei si ricordano particolarmente due grandi esperienze: lo sposalizio mistico con Cristo e il segno delle stimmate invisibili. Nel 1370 ebbe un’altra grande visione, nella quale Gesù le apparve e scambiò il cuore con il suo.

Il confessore di Caterina, Fra Raimondo di Capua, testimoniò i numerosissimi miracoli avvenuti per intercessione di Caterina. Moltissimi malati senza speranza, affetti da peste e altri gravi mali, guariscono grazie alle sue preghiere.


Preghiera a Santa Caterina da Siena

O Caterina irresistibile Santa,
alla tua parola non resistevano i cuori dei peccatori,
e neppure il Cielo alla tua fede ardente e alle tue insistenti preghiere.
Come allora, anche oggi facci sentire il potere della tua intercessione,
confermare la pace tra gli uomini,
liberare gli oppressi dalle ingiustizie o avversità d’ogni genere,
confortare e sanare i malati dell’anima e del corpo.
Prega per la pace di tutto il mondo,
per l’unità e la fedeltà del popolo di Dio al supremo Pastore
e per il bene della patria nostra.
E ricordati di me, che ti invoco con fiducia
sapendo che non abbandoni nelle difficoltà
coloro che ti considerano come Madre e Maestra.

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