Maria Madre di Dio – 1 gennaio

madonnachild-imageLa mamma che ci chiama…

L’1 gennaio è la festa di Maria, Madre di Dio. Maria ci chiama perché è madre, ama Gesù e questo amore lo dimostra portando a Lui le anime. Ama le anime e dà loro Gesù. Maria è rifugio, riposo, luce.

Il suo consiglio è sempre quello di fare tutto ciò che Gesù ci dirà. Lei ci ha dato l’esempio da seguire: amare Dio, nostro Padre, e amare gli uomini, nostri fratelli.

Il richiamo di Maria, della nostra Mamma, è sincero, santo, efficace. È tanto che chiama: la voce sembra quasi affievolita dalla stanchezza, sembra forse rotta dal pianto…
Venite! Ci sono tante cose che io sola so dirvi, ci sono tanti tesori che io sola so darvi. Venite! Vi chiamo alla vostra casa: la casa della madre è la casa dei figli; la casa di Gesù è la mia, è la vostra casa.
Perché temete? Venite, riposatevi sul cuore della madre vostra!”.

Maria, cara Mamma, prendimi per mano

Oh madre mia dolcissima, voglio ascoltarti.
Ho tanto bisogno di una mamma per l’anima mia.
Come mi giunge soave la tua voce, che è così piena di cielo!
Sono tanto stanco della terra,
la quale non mi ha dato che tribolazioni e infelicità.
Parlami di Gesù, dimmi i suoi segreti di misericordia,
portami a Lui, stringimi a Lui
e insegnami a far tutta la sua volontà.

Di seguito potrai comprendere su quale fondamento si basa la devozione a Maria Santissima, la nostra cara Mamma Celeste, potrai inoltrarti nei misteri della sua vita, dei suoi dolori, del suo grande Cuore di Mamma e, attraverso le argomentazioni dei Santi tra i quali Bernardo, Alfonso, Agostino, Tommaso e Teresa, sarai guidato attraverso un percorso affascinante alla scoperta della più sublime delle verità. Ed ancora, incontrerai le varie forme di devozioni, per poter incontrare l’incanto del cielo.

Gioisci, gioisci, anima mia e rallegrati con Lei perché sono state preparate molte cose buone per coloro che la lodano.
San Bonaventura

 

Cogliamo l’occasione per augurare a tutti buon anno!

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Immacolata Concezione – 8 dicembre

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Maria è Madre di Dio

L’uomo, reso schiavo dall’orrore della morte e dal peccato, doveva essere salvato. Per questo era necessario che il Figlio di Dio si facesse uomo, incarnandosi: aveva bisogno di una Madre.
Oh, la perfezione di questa donna privilegiata! Dio l’aveva preparata da tutta l’eternità nella sapienza. E fu Maria, colei che all’annunzio dell’Angelo si smarrisce e si umilia, ma tuttavia grida al cielo: “Ecco l’ancella del Signore! Fiat!” E il mistero dolce e tremendo si compie, il Figlio di Dio è il Figlio di Maria.

Maria è Madre nostra

Avendo accettato di essere la Madre di Gesù, vero Dio e vero Uomo, Maria consentiva di seguire maternamente Gesù nella sua missione dolorosa. Missione di salvezza, quindi missione di rinunzia e di martirio.
Gesù diventava, per volere del Padre, il primogenito tra molti fratelli. Maria la madre di questi fratelli di Gesù. Ed erano i fratelli che un giorno avrebbero ucciso, crocifiggendolo, il Figlio suo. Ella vide il corpo straziato del più bello, del più buono di tutti i figliuoli degli uomini, e dall’alto del patibolo si ebbe i carnefici per figlioli. Era il testamento di Gesù.

Supplica

Dolcissima Madre, come potrò farti dimenticare il dolore crudele che ti ho dato? E come potrò mostrarmi davvero tuo figlio? Tu sei madre sempre, anche quando io sono cattivo, tu sei disposta sempre a sentire il tuo cuore trafitto da acute spade, ma a che cosa mi gioverà se io non mi scuoto, se io non voglio esserti figliuolo? O Maria, non mi lasciare, una madre non abbandona il figlio, con te io sarò salvo.

Preghiera

Maria mia addolorata, non Ti voglio lasciare sola a piangere, no, io voglio unire alle Tue anche le mie lacrime. Oggi Ti chiedo questa grazia: ottienimi il ricordo continuo e una tenera devozione verso la Passione di Gesù e la Tua perché in tutti i giorni che mi rimangono da vivere io possa piangere le Tue sofferenze, o Madre mia, e quelle del mio Redentore.

Spero che quando sarò in punto di morte il ricordo dei Vostri dolori mi darà fiducia e forza per non disperarmi, vedendo le offese che ho recato al mio Signore.

I vostri dolori mi otterranno il perdono, la perseveranza, il Paradiso, dove spero di giungere per rallegrarmi con Te e cantare le misericordie infinite del mio Dio per tutta l’eternità. Così spero, così sia.
Amen.
S. Alfonso Maria de’ Liguori

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Fatima – 13 ottobre

In occasione della celebrazione del centenario dell’apparizione di La Salette il Vescovo di Grenoble così si espresse: C’è un mezzo potente per assicurare il nostro bene, è la Santa Vergine! Ella aspetta che noi la preghiamo affinchè ci dia il suo aiuto. Ella ci esorta a farlo. Ma noi non abbiamo dato abbastanza valore al suo aiuto, perciò Lei non si stanca di ammonirci: nel 1930 fa imprimere una medaglia; nel 1846 piange a La Salette e ci avverte del demonio che serpeggia tra il suo clero; così nei grandi miracoli a Lourdes, Pontmain, Fatima ecc. Ovunque la Santa Vergine Maria, Madre di Dio diffonde il suo allarme!

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Tutte le sue apparizioni si legano l’una all’altra come una catena d’amore puro per avvertirci dei pericoli che incombono sul mondo e sono nel mondo. Purtroppo questo legame esistente tra tutte le apparizioni, questo discorso unico della Madonna, non viene visto dalla cecità umana.
La tendenza è quella di assolutizzare ogni singolo messaggio di Maria e perdere di vista la globalità del discorso unico. Eppure basterebbe notare le ripetute raccomandazioni della Madre di Dio; “Espiate! Convertitevi! Pregate molto!”».

A Fatima la Santa Vergine richiama le coscienze sopite dei cristiani a un risveglio immediato alla fede e alla tradizione ecclesiastica. è innanzitutto un appello urgente alla preghiera, soprattutto alla recita meditata del Rosario e alla pratica della comunione riparatrice. Un’esortazione incalzante e impressionante alla penitenza e alla conversione.

Ricorda Suor Lucia di Fatima: “Da dove venite?” le domandai “Io sono del Cielo!”. “E cosa volete da me?” “Sono venuta da voi per pregarvi di ritornare in questo luogo sempre alla stessa data, ogni 13 del mese, e alla stessa ora. Allora vi dirò chi sono e cosa voglio. Ritornerò una settima volta ancora” “Verrò anch’io in cielo?” “Sì” “E Giacinta?”. “Anche!”. “E Francesco?” “Anche ma deve recitare ancora molti Rosari”.
Mi ricordai di domandarle di due ragazze morte da poco tempo che erano state mie amiche: “Maria di Neves è già in cielo?” (Maria aveva 16 anni). “Sì”.
“E Amelia?” (Amelia aveva 18 o 20 anni, non ricordo bene). “Aspetterà la fine del mondo in Purgatorio”.
“Volete offrirvi a Dio per esercitare le pratiche di riparazione, espiare per tutti i peccati con i quali Egli viene offeso e per la conversione dei peccatori?” “Sì lo vogliamo!” “Voi dovrete soffrire molto, ma la Grazia di Dio sarà la vostra forza!”.
Appena terminò di pronunciare queste parole Maria Santissima aprì le mani e ci trasmise una luce fortissima, come un riflesso, che fuoriuscì dalle sue mani che sentimmo penetrare e ardere nel nostro petto fino alla più profonda delle profondità della nostra anima. Allora cademmo in ginocchio e recitammo interiormente la preghiera Trinitaria. Poi la Vergine ci esortò alla recita frequente del santo Rosario per la pace del mondo e la fine della guerra. Dette queste ultime parole, la Madonna iniziò lentamente a salire in direzione delle infinità celesti. La luce che la circondava le segnava la via nel firmamento del cielo”. Lucia scrive ancora nei suoi Ricordi che i ragazzi non ebbero nemmeno per un attimo timore di quell’apparizione, ma solo di un probabile temporale. Solo più tardi capirono che i lampi erano solo un riflesso della luce che circondava la Santa Vergine; da allora impararono che quando quella luce si mostrava era prossima l’apparizione della nostra amata Signora. Continua a leggere…

 

B. V. Maria del Monte Carmelo – 16 luglio

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La devozione alla Madonna del Carmelo è una forma di pietà mariana vissuta e promossa dalla Famiglia del Carmelo; una devozione che per la semplicità e consonanza con qualsiasi mentalità ha avuto ampia diffusione tra i fedeli e continua a portare grandi frutti spirituali.

Essa pone al primo posto l’atteggiamento Interiore, l’amore semplice, spontaneo e filiale che nasce da una libera e totale consacrazione alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.

Devozione

Come ogni vera devozione, procede dalla fede autentica che porta a riconoscere la grandezza della Madre di Dio e spinge all’amore filiale verso la Madonna e alla imitazione delle sue virtù.
Ad esprimere e manifestare l’iniziativa dell’amore materno di Maria e la nostra volontà di essere “proprietà” di Maria, c’è lo SCAPOLARE (o Abitino) DEL CARMINE. Pio XII lo definì “veste mariana” per antonomasia e lo indicò come “segno e garanzia della protezione della Madre di Dio”

La CONSEGNA dello Scapolare, detta anche vestizione, può essere effettuata da qualsiasi sacerdote. Il primo abitino deve essere di stoffa, benedetto e imposto da un sacerdote. Quando lo si deve sostituire, non è più necessaria un’altra benedizione. La formula da usare è quella del Rituale o il semplice segno di croce.
Lo Scapolare può essere sostituito da una medaglia benedetta che da un lato abbia l’immagine della Madonna sotto qualsiasi titolo – preferibilmente del Carmine – e dall’altro il Sacro Cuore di Gesù.

Il fedele si IMPEGNA a indossare giorno e notte lo Scapolare di stoffa o la Medaglia-Scapolare: a compiere ogni giorno una pratica di pietà mariana (per esempio: il Rosario, o 7 Ave Maria, o almeno una Salve Regina): a pregare per Lo Scapolare del Carmine e di perseverare nell’amore a Maria con una valida testimonianza di vita cristiana.
Lo Scapolare non è un amuleto per Incoraggiare la superstizione, ma un pegno della predilezione della Madonna: un richiamo all’esercizio della carità e una professione di appartenenza e di consacrazione alla Madre e Regina del Carmelo.

I Privilegi

I “Privilegi dello Scapolare” sono grazie e favori che la Madonna ottiene da Cristo per i suoi figli devoti, come premio della loro dedizione, e questa promessa sarebbe stata fatta dalla Madonna a S. Simone Stock e al Papa Giovanni XXII.

La Salvezza Eterna

La beata Vergine disse “Questo è il privilegio che io concedo a te e a tutti i carmelitani: chiunque morirà con questo scapolare non patirà il fuoco eterno”
Pio XII nel suo discorso celebrativo affermò: ” Quante anime buone hanno dovuto, anche in circostanze umanamente disperate, la loro suprema conversione e la loro salvezza eterna allo Scapolare che indossavano! Quanti inoltre, nei pericoli del corpo e dell’anima, hanno sentito, grazie ad esso, la protezione materna di Maria! La devozione allo Scapolare ha fatto riversare su tutto il mondo fiumi di grazie spirituali e temporali “.

Il Privilegio sabatino

La Madonna ha promesso di preservare i suoi devoti, vestiti dello scapolare, di liberarle dal purgatorio, il primo sabato dopo la morte.
Pio XII assicura i devoti dello Scapolare che la piissima Madre non tralascerà di intervenire con la preghiera a Dio perché i suoi figli, che espiano nel Purgatorio i loro peccati, raggiungano al più presto la patria celeste, secondo il cosi detto ” privilegio sabatino” tramandato dalla tradizione”. Continua a leggere…