Santa Lucia Martire – 13 dicembre

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Santa Lucia è entrata nel cuore di moltissimi fedeli per la sua storia straordinaria.

La sua festa, il 13 dicembre, è per molti bambini occasione di grande gioia, visto che in diversi luoghi del Nord Italia e nel resto d’Europa si dice che la Santa porti doni e dolci ai bimbi buoni.

Ma la storia di Lucia, vissuta nel pieno delle persecuzioni dei cristiani nel terzo secolo d.C., trascende la tradizione ed è esempio di virtù e fede per ogni cristiano.

Le persecuzioni, per Lucia, iniziarono quando ella decise di consacrarsi a Gesù, e di donare la sua ricca dote nuziale ai poveri.

Fu così che la santa dovette dare una grande delusione ad un giovane della sua città, che era innamorato di lei e desiderava sposarla.  Lucia rivelò al giovane pretendente di non poter acconsentire al matrimonio, poiché si era consacrata a Gesù.

L’orgoglio ferito del giovane lo portò a denunciarla al prefetto romano Pascasio come seguace di Cristo, in un’epoca in cui era vigente il severissimo editto dell’imperatore Diocleziano, che prevedeva una feroce repressione contro i cristiani.

Lucia fu quindi arrestata e condotta dinnanzi al prefetto Pascasio, che le ordinò di fare sacrifici agli dei pagani per rinnegare la propria fede cristiana.

Lucia oppose un fermo rifiuto; Pascasio si rese conto che non avrebbe ottenuto nulla ed allora ordinò che la ragazza fosse portata nei peggiori bassifondi della città affinché le fosse usata violenza.

I soldati l’afferrarono per portarla via, ma per quanto si sforzassero non riuscivano a spostarla;

ogni sforzo, compreso il tentativo di legarla con delle funi, si rivelò vano. Inspiegabilmente la ragazza rimaneva salda e ferma come una roccia: Dio non permetteva a nessuno di portarla via.

Pascasio pensò che tale prodigio fosse opera di magia ed ordinò che fosse trattata come una strega: la povera giovane doveva essere bruciata sul rogo. Ordinò quindi che sul suo corpo fossero versati della pece e dell’olio.
Ma le fiamme lasciarono Lucia illesa…

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Le anime del purgatorio – 2 novembre

#Santa Geltrude di Helfta (1256-1301)

A 25 anni, il 27 gennaio del 1281, Santa Gerltrude di Helfta (1256 – 1301) ebbe la prima manifestazione divina.

Percorse in modo meraviglioso la via della perfezione, dedicandosi alla preghiera e alla contemplazione, impiegando la sua cultura per la stesura di testi di fede, tra cui i celebri Exercitia e quello che è forse il suo libro più famoso: le “Rivelazioni”.

È ricordata tra le iniziatrici della devozione al Sacro Cuore, la prima a tracciarne una teologia, senza però il tema delle riparazioni che sarà predominante in seguito. Ebbe grande influenza ai suoi tempi perché la fama della sua santità e delle sue visioni attirava molti per chiedere consiglio e conforto.

Le anime del purgatorio

A Santa Geltrude appare l’abbadessa Geltrude nella gloria, mentre lei offre la messa e vede che il Signore la riceve nel suo cuore. In queste visioni Geltrude vede la connessione tra il S. Cuore di Gesù, la messa e le anime agonizzanti e delle defunte.

Geltrude assiste anche alla morte di Matilde cantrice del monastero e vede che Gesù avvicina le labbra dell’agonizzante alla ferita del divin cuore.

Geltrude pregava un giorno per il fratello F. morto da poco e vide la sua anima sotto l’aspetto di un rospo ripugnante, bruciato interiormente in modo orribile e tormentato per i suoi peccati da varie pene. Sembrava avesse un gran male sotto il braccio e un peso enorme lo obbligava a stare curvo fino a terra, senza potersi rialzare.

Geltrude comprese che appariva sotto forma di un rospo perché durante la sua vita religiosa aveva trascurato di innalzare la mente alle cose divine, capì anche che il dolore che lo tormentava sotto il braccio era dovuto al fatto che aveva lavorato oltre al permesso del Superiore, per acquistare beni temporali e per aver nascosto il suo guadagno.

Doveva espiare la sua disobbedienza. Geltrude avendo recitato i salmi prescritti per quell’anima, chiese al Signore se ne avesse avuto vantaggio:

Certo – rispose Gesù – le anime purganti vengono sollevate da tali suffragi, però preghiere anche brevi ma dette con fervore, sono ancor di maggiore profitto per esse.

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Santa Margherita Maria Alacoque – 16 ottobre

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Santa Margherita Maria Alacoque è la santa che ha contribuito alla nascita e alla diffusione della devozione al Sacro Cuore di Gesù e, in particolare, alla pratica dei primi venerdì del mese.

“Sentivo il mio cuore pieno di Dio, il cui colloquio era così dolce che passavo sovente tre ore, senza altri movimenti, né sentimenti di amore, senza potermi addormentare…”

I primi venerdì del mese sono una devozione ispirata da Gesù stesso, che porta grandissimi frutti spirituali a chi la compie con fede.

  1. Gesù, infatti, apparve a Margherita Maria e la invitò a occupare il posto che San Giovanni aveva occupato durante l’Ultima Cena e le disse:”Il mio divino Cuore è così appassionato d’amore per gli uomini che non potendo più racchiudere in sé le fiamme della sua ardente carità, bisogna che le spanda. Io ti ho scelta per adempiere a questo grande disegno, affinché tutto sia fatto da me”.
  2. Il cuore di Gesù si manifestò su un trono di fiamme più raggiante del sole e trasparente come cristallo, circondato da una corona di spine simboleggianti le ferite inferte dai nostri peccati e sormontato da una croce.
  3. Gesù si presentò a Margherita Maria tutto sfolgorante di gloria, con le sue cinque piaghe, brillanti come soli e da quella sacra umanità uscivano fiamme da ogni parte, ma soprattutto dal suo mirabile petto che rassomigliava ad una fornace ed essendosi aperto, ella scoprì nell’amabile e amante Cuore la vera sorgente di quelle fiamme.Gesù la sollecitò a fare la Comunione al primo venerdì di ogni mese e di prosternarsi con la faccia a terra dalle undici a mezzanotte nella notte tra il giovedì e il venerdì.
  4. Gesù le disse che si sentiva ferito dalle irriverenze dei fedeli e aggiunse: “Ciò che mi è ancor più sensibile è che sono i cuori a me consacrati che fanno questo”.

Sacro Cuore di Gesù

“Ecco questo Cuore che ha tanto amato gli uomini, che non si è mai risparmiato fino a spossarsi e a consumarsi al fine di testimoniar loro il suo amore.

Per riconoscenza ricevo dalla maggior parte degli uomini solo ingratitudini, irriverenze e sacrilegi, insieme alla freddezza e al disprezzo che mi usano in questo sacramento d’amore…

Perciò ti chiedo che il primo venerdì dopo l’ottava del Santo Sacramento sia dedicato a una festa particolare per onorare il mio Cuore.

In quel giorno ti comunicherai e gli tributerai un’ammenda d’onore per riparare le indegnità che ha ricevuto durante il periodo in cui è stato esposto sugli altari.

Ti prometto pure che il mio Cuore si dilaterà e spargerà in abbondanza gli influssi del suo divino amore su quelli che gli tributeranno quest’onore e faranno sì che gli venga tributato”.

Le promesse

Gesù, apparendo a Santa Margherita Maria Alacoque e mostrandole il suo Cuore splendente di fulgissima luce, fece le seguenti promesse per i devoti del suo Cuore:

  • Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.
  • Porterò soccorso alle famiglie che si trovano in difficoltà e metterò la pace nelle famiglie divise.
  • Li consolerò nelle loro afflizioni.
  • Sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.
  • Spargerò abbondanti benedizioni sopra tutte le loro opere.
  • I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l’oceano della Misericordia.
  • Le anime tiepide si infervoreranno.
  • Le anime fervorose giungeranno in breve a grande perfezione.
  • Benedirò i luoghi, dove l’immagine del mio Sacro Cuore verrà esposta ed onorata.
  • A tutti coloro che lavoreranno per la salvezza delle anime darò loro il dono di commuovere i cuori più induriti.
  • Il nome di coloro che propagheranno la devozione al mio Sacro Cuore sarà scritto nel mio Cuore e non ne verrà mai cancellato.

Io ti prometto, nell’eccesso della Misericordia del mio Cuore, che il mio Amore Onnipotente concederà a tutti coloro che si comunicheranno al primo Venerdì del mese per nove mesi consecutivi, la grazia della penitenza finale. Essi non moriranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il mio Cuore sarà il loro asilo sicuro in quell’ora estrema.

Che cosa promette Gesù?
Gesù spiega la sua promessa con queste parole: “essi non morranno in mia disgrazia, né senza aver ricevuto i Santi Sacramenti, e in quegli ultimi momenti il mio Cuore sarà loro un asilo sicuro”.

Quello che il Cuore di Gesù promette in modo assoluto è che nessuno di coloro che hanno fatto bene i Nove Primi Venerdì morrà in peccato mortale, concedendogli:
a) se egli è giusto, la perseveranza finale nello stato di grazia;
b) se egli è peccatore, il perdono di ogni peccato mortale sia per mezzo della Confessione, sia per mezzo di un atto di dolore perfetto.

Le condizioni

Per rendersi degni della Grande Promessa è necessario:

  1. Accostarsi alla Comunione in grazia di Dio: Se si è in peccato mortale, è necessaria la confessione.
  2. La devozione va protratta per nove mesi consecutivi. Chi tralascia anche una sola comunione, deve ricominciare da capo.
  3. La pia pratica si può iniziare al primo venerdì di un mese qualsiasi.

Quante anime in passato si sono salvate. Quanti peccatori si sono convertiti. Quanti individui sono stati strappati dalle tenebre della morte per mezzo di questa devozione. Occorre dunque ritornare a questa pratica per vincere satana e incontrare il Cuore di Gesù…

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Santa Teresa di Lisieux – 1 ottobre

#Santa Teresa di Lisieux, anche detta “Teresina”, è conosciuta in tutto il mondo per aver diffuso la “piccola via dell’infanzia spirituale”: una piccola via, tutta nuova, per andare al Cielo.

La sua via si discosta dalle vie dei sapienti, dei teologi; lei percorre un sentiero umile e semplice, fatto di mitezza e purezza di cuore, così da poter essere percorso da qualsiasi persona.

La via che porta nelle mani di Dio è l’abbandono, il gesto di fiducia più estremo ed autentico. La santa rinuncia così alla propria volontà e si sottomette in tutto a quella del Padre.

Papa Pio XI la definisce un “uragano di gloria”, una santa la cui vita, costellata di miracoli straordinari ha sconvolto la Chiesa.

“Ecco tutto ciò che Gesù si aspetta da noi: non ha bisogno delle nostre opere, ma solo del nostro amore. Aveva sete, ma dicendo: Dammi da bere, il Creatore dell’universo chiedeva amore alla sua creatura. Aveva sete d’amore”

Volgendo lo sguardo a Teresa nascerà in ognuno di noi la nostalgia di diventare come quei piccoli ai quali Cristo dà in eredità il regno dei cieli. Si comprenderà come la vita sia un bene che l’essere umano riceve, senza alcun merito.

Un dono e un mezzo per ricevere e dare amore e così realizzare l’essenza dell’essere umano: “Bisogno d’amare e di essere amato”.

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