Le anime del purgatorio – 2 novembre

#Santa Geltrude di Helfta (1256-1301)

A 25 anni, il 27 gennaio del 1281, Santa Gerltrude di Helfta (1256 – 1301) ebbe la prima manifestazione divina.

Percorse in modo meraviglioso la via della perfezione, dedicandosi alla preghiera e alla contemplazione, impiegando la sua cultura per la stesura di testi di fede, tra cui i celebri Exercitia e quello che è forse il suo libro più famoso: le “Rivelazioni”.

È ricordata tra le iniziatrici della devozione al Sacro Cuore, la prima a tracciarne una teologia, senza però il tema delle riparazioni che sarà predominante in seguito. Ebbe grande influenza ai suoi tempi perché la fama della sua santità e delle sue visioni attirava molti per chiedere consiglio e conforto.

Le anime del purgatorio

A Santa Geltrude appare l’abbadessa Geltrude nella gloria, mentre lei offre la messa e vede che il Signore la riceve nel suo cuore. In queste visioni Geltrude vede la connessione tra il S. Cuore di Gesù, la messa e le anime agonizzanti e delle defunte.

Geltrude assiste anche alla morte di Matilde cantrice del monastero e vede che Gesù avvicina le labbra dell’agonizzante alla ferita del divin cuore.

Geltrude pregava un giorno per il fratello F. morto da poco e vide la sua anima sotto l’aspetto di un rospo ripugnante, bruciato interiormente in modo orribile e tormentato per i suoi peccati da varie pene. Sembrava avesse un gran male sotto il braccio e un peso enorme lo obbligava a stare curvo fino a terra, senza potersi rialzare.

Geltrude comprese che appariva sotto forma di un rospo perché durante la sua vita religiosa aveva trascurato di innalzare la mente alle cose divine, capì anche che il dolore che lo tormentava sotto il braccio era dovuto al fatto che aveva lavorato oltre al permesso del Superiore, per acquistare beni temporali e per aver nascosto il suo guadagno.

Doveva espiare la sua disobbedienza. Geltrude avendo recitato i salmi prescritti per quell’anima, chiese al Signore se ne avesse avuto vantaggio:

Certo – rispose Gesù – le anime purganti vengono sollevate da tali suffragi, però preghiere anche brevi ma dette con fervore, sono ancor di maggiore profitto per esse.

CONTINUA A LEGGERE

Annunci

Commemorazione dei defunti – 2 novembre

shutterstock_251058652-660x350

Pascal, nei suoi pensieri, sottolinea che certi adulti in piena attività cedono al divertimento: il numero delle cose urgenti che devono risolvere li distoglie dalla domanda essenziale: Che cosa diventerò dopo la morte? Questa constatazione faceva dire a un umorista: Qui riposa uno che non ha mai saputo perché viveva.

La vita è qualcosa di serio: in essa dobbiamo preparare la nostra eternità. Se falliamo questa vita, non avremo esami di riparazione, non potremo ricominciare, ma dovremo rendere conto al posto che avremo riservato all’amore nel nostro cuore e nei nostri atti.

Si tratta dunque di credere nell’aldilà dove ci attende, nel punto d’incontro tra il tempo e l’eterno, il giudizio. Il Purgatorio, frutto dell’infinita Misericordia di Dio, è così necessario per la salvezza delle anime; altrimenti i più sarebbero destinati alla dannazione eterna.

È perciò ragionevole pensare che l’uomo per raggiungere l’intimità di Dio deve essere puro. Qualora questa purificazione non sia avvenuta sulla terra, si realizzerà al di fuori del tempo nella fornace dell’amore. Quì l’anima dovrà lasciarsi purificare per accogliere l’abbraccio definitivo di Dio.

Il Purgatorio è stato inoltre una straordinaria risorsa della civiltà. L’idea che il male si possa riscattare con opere buone anche per i propri cari defunti è geniale: cancella il limite invalicabile della morte, riequilibra le ingiustizie terrene e dà una forza positiva a tutte le azioni. Continua a leggere…