San Giovanni Bosco- 31 gennaio

st_john_boscoA prima vista sembrava un prete qualunque, sempre dignitoso e raccolto, e questo raccoglimento interiore gli conferiva un qualcosa di attraente. Chi lo incontrava provava un senso di simpatia e riverenza. Le sue maniere sempre gentili aprivano ogni cuore. Le sue parole, i suoi comportamenti, ogni sua azione infondeva per effetto della castità, un così grande candore e una brezza verginale da rapire ed edificare qualsiasi persona si avvicinasse a lui anche se depravata.

Per tutti era un amico, un consolatore, un padre. Detestava i discorsi inutili, parlava adagio e con molta gravità. La sua bontà era straordinaria. Consumò la sua vita per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime, il suo operare, il suo parlare tendeva solo a questo ideale. Attingeva dal soprannaturale una forza insuperabile, una meravigliosa calma, una pazienza eroica da riuscire sempre in ogni impresa.

Ecco come dovrebbe essere fatta la preghiera secondo Don Bosco:

  1. Chi prega non deve avere sulla coscienza nessun peccato mortale.
  2. Deve pregare inspirato dalla fede, perché senza la fede è impossibile pregare bene.
  3. Pregare con molta umiltà.
  4. Pregare in primo luogo per le cose spirituali, come il perdono dei peccati, i lumi per conoscere la volontà divina e i nostri errori, la perseveranza nelle virtù . Dopo per i beni temporali, la guarigione, i mezzi che ci servono per vivere.
  5. Bisogna pregare in nome di Gesù per ottenere da Dio attraverso i meriti del nostro Divino Salvatore.
  6. Pregare con la speranza di essere esauditi.
  7. Il Signore esaudisce in modo speciale le preghiere fatte nel momento dell’elevazione delle Specie Sacramentali. “Andate sovente a visitare Gesù e il demonio non vincerà contro di voi”.

Nella preghiere quotidiane faceva ripetere tre volte la giaculatoria: “Cara Madre, Vergine Maria, fate che io salvi l’anima mia”, seguita da una Ave Maria.

PER OTTENERE GRAZIE

O glorioso Santo, voi vedete da quanti mali noi siamo afflitti ed oppressi; è incerto l’oggi, più incerto il domani, e il dolore è divenuto il compagno indivisibile della nostra esistenza. Deh, o San Giovanni Bosco, muovetevi a pietà della nostra misera condizione! Anche voi soffriste il disagio, la miseria, l’abbandono, la calunnia, la persecuzione; e fu l’esperienza del dolore che vi rese il conforto, l’aiuto di quanti ricorsero a voi. Ora che siete in Cielo, presso la Sorgente Eterna della carità, voi sentite certamente più viva compassione per le nostre sventure, ed io a voi fiducioso ricorro per ottenere la grazia di…. (esprimere…).

O glorioso Santo, a voi nulla nega il Signore, perché tanto lavoraste in terra per la sua gloria e per il suo onore; intercedete per me, impetratemi la grazia implorata se essa torna utile all’anima mia, ed ottenetemi la conformità al divino volere e la perseveranza nel bene, onde anch’io possa venire un giorno a lodare e ringraziare insieme con voi il Signore in Paradiso. Così sia.

Pater, Ave, Gloria.

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